L’analisi di Sociometrica su 218 mila contributi sui social network postati dai turisti stranieri in visita in Italia ci dice niente di nuovo: siamo belli, ma difficili.
In passato avevamo fatto qualcosa del genere analizzando i commenti pubblicati su TripAdvisor dai turisti in visita ai beni culturali italiani. Un’analisi limitata, certo, ma sufficiente a far emergere con nettezza un dato: l’Italia è “wonderful”, ma al tempo stesso “crazy”. Più o meno la stessa conclusione a cui sono arrivati gli autori di “Gli occhi del mondo sull’Italia”, ma con una ricerca ben più estesa e approfondita che ha preso in esame 218 mila contributi pubblicati dai turisti sui social network nel corso della loro vacanza nel nostro Paese.
La ricerca è strutturata sullo sfruttamento dei “big data” attraverso un’analisi “semantica”, ovvero in grado di sintetizzare ogni post nei suoi concetti chiave, fino a generare il “mood” o “sentiment” che si può dedurre da ciascuno di essi
L’analisi descrive un’Italia apprezzata per la sua offerta turistica e culturale: in un indice da 0 a 100, il “sentiment” complessivo arriva a 78. Gli elementi che maggiormente contribuiscono ad alzare la media sono l’offerta enogastronomica (ristoranti, bar e pasticcerie) e la più generale “Italian Way of Life”, ben rappresentata secondo i turisti stranieri dal particolare rapporto degli Italiani con le piazze e i centri storici delle città.
I beni culturali e i musei regalano spesso esperienze positive, anche se l’indice generale si ferma poco sotto la media arrivando a 75 punti su 100. E proprio i musei fotografano con precisione il “mood” complessivo: se le collezioni sono (naturalmente, verrebbe da dire) accolte con favore e spesso entusiasmo, sono i servizi e l’organizzazione delle visite ad abbassare la media: code, tempi d’attesa e difficoltà a comprare il biglietto d’ingresso “deteriorano” l’esperienza.
Più in generale quello che disturba i turisti è la generale disorganizzazione, in particolare di trasporti e viabilità: ferrovie locali e parcheggi, traffico e aeroporti sono il “tallone d’Achille” dell’esperienza turistica in Italia.
Interessante, a questo proposito, notare come la “gerarchia dei bisogni” dei turisti è diversa da quanto comunemente ci si può aspettare: l’argomento più discusso nei post riguarda i trasporti – come muoversi e come raggiungere i luoghi da visitare – e solo dopo vangono cultura e turismo in senso stretto. E in tutto questo le aspettative e i desideri dei turisti sono in genere molto più semplici di quelle immaginate (una su tutte: il wifi nei luoghi turistici), ma sorprende quando non sono adeguate agli standard internazionali.
Insomma, siamo alle solite: un patrimonio inestimabile di bellezza e cultura che abbiamo ereditato dal passato, ma l’incapacità di valorizzarlo e renderlo fruibile agli altri.
Antonio Preiti
218 mila post: gli occhi del mondo sull’Italia.
Analisi semantica delle destinazioni turistiche
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