Lo scorso 16 ottobre il TDLAB ha consegnato al Ministro Franceschini il suo “Piano strategico per la digitalizzazione del turismo italiano”: tre ambiti di intervento (interoperabilità e big data, sviluppo digitale e promozione e commercializzazione) declinati in 30 azioni concrete destinate a essere realizzate dal “nuovo” Enit.
Lo abbiamo letto con attenzione e qui proviamo a sintetizzare i principali elementi d’interesse, alla luce del nostro “campo d’azione” – con una considerazione a prescindere: finalmente qualcosa si muove, finalmente qualcuno ha ripreso in mano il Piano strategico del Ministro Gnudi, finalmente esiste qualcosa sui cui lavorare e non solo discutere a convegni e workshop.
I tre temi
All’interno di TDLab sono stati creati 3 gruppi di lavoro che, in modo coordinato, si sono occupati di tematiche specifiche come interoperabilità e big data, sviluppo digitale, promozione e commercializzazione. Ovvero: i grandi “mali” dell’Italia turistica, quelli che – al netto delle questioni infrastrutturali – fanno sì che ogni anno il nostro paese perda posizioni nelle classifiche del turismo mondiale.
Un ecosistema interoperabile
Qui il problema è evidente: l’offerta turistica italiana è polverizzata su molteplici piattaforme istituzionali, regionali e locali, determinando perdita di competitività. E lasciando praterie ai grandi player internazionali: il 53% del fatturato dell’intermediazione elettronica va a remunerare operatori esteri (Booking, Expedia, ecc.).
La soluzione immediata non è, naturalmente, mettere in campo un portale di prenotazioni nazionale: forse non è nemmeno più il tempo di farlo, forse scontrarsi con Booking ed Expedia – e domani (o oggi?) con un colosso come Google – non avrebbe senso.
Quello che il TDLAB propone è invece creare un “ecosistema” digitale italiano che permetta agli operatori di disporre di informazioni e dati e di creare un contesto nel quale stakeholder del turismo e sviluppatori di applicazioni possano operare in maniera efficiente ed efficace.
Per creare questo “ecosistema” TDLAB sollecita l’adozione di tecnologie standard e compatibili – interoperabili, appunto: un esempio è E015, ecosistema digitale realizzato in vista di EXPO2015 che promuove la condivisione di dati, informazioni e applicazioni da parte di diversi provider (ne avevamo parlato a StandUp lo scorso giugno).
Tra le azioni del TDLAB, poi, la necessità di arrivare a un registro delle strutture turistiche che consenta un’identificazione univoca di tutti coloro i quali operano nel campo del turismo in Italia per abilitare servizi e applicazioni. E ancora l’invito alla mappatura e alla digitalizzazione di punti e siti d’interesse storico-artistico per consentire un riuso efficiente delle informazioni sul patrimonio e alla mappatura e feed di attività ed eventi in Italia per diffondere in maniera capillare e completa le informazioni necessarie.
Lo sviluppo digitale
Partiamo da un dato: entro il 2020 quasi il 70% della popolazione mondiale sarà online. Investire nello sviluppo di competenze e strumenti di marketing digitale e servizi transazionali è essenziale per mantenersi competitivi. Ma oggi solo una percentuale ancora insoddisfacente di operatori turistici italiani si è dotato di un sistema di booking e di pagamento online.
È evidente come uno degli obiettivi strategici sia assicurare alle imprese del comparto la possibilità di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla rete e dalle tecnologie attuali e future.
Qui le proposte di TDLAB fanno i conti con l’arretratezza del sistema-Italia: le soluzioni sono Tax Credit e credito agevolato per le imprese turistiche affinché – finalmente – si convincano della necessità di digitalizzarsi, grandi azioni di formazione per creare professionalità “digitali” all’interno del comparto, fino alla necessità di migliorare l’accesso alla rete.
Ovvero: per immaginare sistemi interoperabili e sfruttamento dei Big Data, il TDLAB fa giustamente notare come sia necessario creare una cultura digitale nel Paese, che coinvolga non solo gli sviluppatori, ma anche chi la tecnologia là dovrà più semplicemente usare (istruttivo, in questo senso, il commento di Robi Veltroni di Officina Turistica alla sua partecipazione al tavolo del TDLAB).
Promozione e commercializzazione
Il TDLAB ha individuato cinque aree tematiche su cui concentrarsi: il viaggio, la strategia, i contenuti, la comunicazione, la tecnologia. Per ciascuna di esse ha elaborato azioni mirate che la nuova ENIT avrà il compito di implementare e sviluppare nelle sue prime fasi di lavoro.
In sintesi si tratta della riproposizione – con qualche piccola intuizione originale – dell’intero apparato di innovazioni che da anni chi si occupa di promozione turistica conosce e pratica. Si va così dalla necessità di comunicare il “brand” Italia in maniera coerente – creando una corporate identity condivisa – spingendo sul pedale del “racconto” anche facendo ricorso agli user generated content. Il tutto, sempre, in una dimensione digitale – e quindi favorire le logiche di integrazione e interoperabilità tra le piattaforme (esistenti o nuove) in modo da consentire la costruzione di prodotti completi che vadano oltre la fase informativa, agevolando il turista in tutte le fasi della sua esperienza turistica, dalla ricerca della destinazione alla definizione dei dettagli per arrivare all’acquisto, alla fruizione e al commento del proprio vissuto, integrando servizi di promozione turistica, booking, e-ticketing, e-commerce, social networking, ecc.
Il TDLAB dedica ancora un capitolo al portale italia.it: ripensarlo completamente, spingere molto sulla dimensione commerciale, costituire dentro ENIT un team integrato di competenze (copy, marketing, SEO, visual, social, ecc.) in grado di gestire in maniera coerente il complesso insieme di contenuti da veicolare sui diversi canali, prevedere l’internazionalizzazione del portale.
Ma adesso si faccia sul serio
Dentro il Piano strategico del TDLAB c’è molto altro ancora, sia chiaro. Ma niente di innnovativo. E questa non è una critica, ma un dato di fatto: la questione centrale di tutto il sistema turistico italiano – e della sua anima “digitale” nel caso specifico – è la presa di coscienza che l’Italia ha perso tempo, troppo tempo.
E certo non è colpa del TDLAB se ancora oggi, ottobre 2014, ci tocca leggere in un piano strategico dell’importanza della mappatura digitale dei POI o della necessità di una comunicazione coerente del marchio-Italia. Sono tutte cose che dovremmo ormai poter dare per scontate.
Perché ormai – a forza di meritori documenti e convegni e tavole rotonde – abbiamo ben chiari i problemi e anche qualche soluzione in più. E allora cominciamo a fare qualcosa: in quel documento ci sono ancora troppi verbi al futuro (dovrà, sarà, servirà, ecc.). Invece abbiamo bisogno di presente, di cose da fare subito, senza perdere altro tempo.