A marzo abbiamo portato i produttori di vino piemontese a Oslo: una piazza importante e promettente, ma complicata.


Individuare nuovi mercati per l’agroalimentare italiano è ormai diventato uno dei principali servizi che offriamo a produttori e Consorzi: una continua ricerca fra dati, tendenze e opportunità, spesso concentrata in Paesi poco consueti.

Se l’anno passato abbiamo organizzato per il Consorzio “I Vini del Piemonte” la trasferta di Hong Kong, mercato consolidato per la commercializzazione del vino italiano in Asia, quest’anno insieme con i produttori wine&food piemontesi abbiamo esplorato il mercato della Norvegia. A marzo siamo stati infatti per la prima volta ad Oslo, presso il foyer del teatro Det Norske Teatret, con la premiata formula del “Barolo & Friends”, articolata in un’unica giornata divisa in due momenti distinti, uno rivolto al pubblico dei winelover e uno ai professionisti.

Norvegia: piccolo, ma ricco

La scelta non è stata casuale, come sempre: pur essendo un mercato di esigue dimensioni, la Norvegia è al secondo posto al mondo per reddito pro-capite (dopo il Lussemburgo) e vanta una consistente propensione al consumo. Un ottimo mercato, insomma, per prodotti italiani di qualità. Il vino non fa eccezione – e l’Italia è progressivamente diventato il partner commerciale più importante in termini di volume.

Se infatti la Norvegia è un mercato piuttosto “conservativo”, affezionato in particolare ai vini francesi, l’interesse per i vini italiani è cresciuto dalla fine degli anni ’90 fino a portare l’Italia al sorpasso sulla Francia. Lo confermano anche i dati che, di anno in anno, vengono diffusi dal Vinmonoplet (il Monopolio di Stato): nel 2013 l’Italia si è confermata leader nelle vendite di vini rossi (+6% in volumi rispetto al 2012), staccando Spagna (che scende quasi del 7%) e Francia (che cresce di appena lo 0,1%).

E se tra i vini bianchi è difficile scalfire il predominio di Germania e Francia – dove l’Italia rimane stabile in terza posizione, con volumi identici a quelli del 2012 – ecco l’exploit nel segmento degli spumanti, con l’Italia sul podio più alto con una progressione annua del 32% arrivando a rappresentare una quota di mercato del 43%.

Ancora un dato, emblematico e utile a legittimare la nostra scelta di “sbarcare” a Oslo: negli ultimi anni il consumo di vino ha superato quello di birra, capovolgendo storiche abitudini e aprendo nuove, interessanti opportunità sul mercato.

Un mercato promettente, ma complicato

Come succede in molti mercati del Nord Europa, anche in Norvegia la legislazione sulle bevande alcoliche e sul vino è caratterizzata da un sistema di monopolio statale con il Ministero della Salute e degli Affari Sociali che decide la politica di vino, un ente denominato “Vinmonoplet” autorizzato a vendere il vino al consumatore, grossisti e importatori che mettono in relazione i produttori con “Vinmonopolet” e il canale HoReCa.

Per i produttori risulta assai complicato muoversi autonomamente in un contesto così rigido. Ed è per questo che, per la tappa di Oslo del “Barolo & Friends Event”, abbiamo previsto alcuni momenti collaterali studiati proprio sulla base delle caratteristiche di questo mercato, con un’area dedicata ai rappresentanti del Monopolio.

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